Immortali e meravigliosi

Vita movimentata la mia, ricca di esperienze, molte volte devastanti. A volte non mi rendo neanche conto di quante cose so fare, non ci penso mi vengono spontanee. L’errore più grande che ho fatto è stato pensare che “se capivo io, avrebbero capito tutti “. Ora so che non è proprio cosi… Ognuno ha il suo livello, ognuno la propria esperienza, ognuno fa le proprie scelte .

Sorrido, quando penso che siamo stati castigati al massimo con “ IL LIBERO ARBITRIO”. La prima  “parolina” che ho detto è “perché “, e la mia vita ha cominciato a prendere forma. Sincerità, giustizia,volontà, sono i miei ideali. Provate ad immaginare come si può vivere così in questo mondo o forse lo sapete già. Ho raccolto delusioni, dolore, rabbia. In famiglia, nel lavoro, nell’amore, nell’amicizia. Ero sempre in guerra, non venivo mai scelta, aggressiva per difesa e con il cuore a pezzi. Volevo solo essere amata come tutti, cosa avevo di sbagliato? Così cominciano la frustrazione, l’insicurezza, la paura. Ti arrabbi con DIO. “ Sono nata solo per soffrire?”. Il corpo di conseguenza si trasforma, compaiono sintomi, malattie, che viviamo poi come un secondo castigo.

Il mio “ perché” mi ha salvata. Sono andata a cercare, volevo capire, volevo delle risposte. L’universo ha ascoltato le mie preghiere, e nella mia vita sono apparse varie persone capaci e di spessore, ognuna con la propria ricchezza, esperienza e sapienza. Ho raccolto, imparato, ho curato il corpo, ma non era ancora abbastanza. Mente, corpo  e spirito, il tre che diventa uno e cioè L’ESSERE..

Ecco che un giorno di sei anni fa appare sul mio cammino quest’uomo: L’alchimista. Penso al classico “ciarlatano “ prima, brasiliano poi, sembrava cosa già definita e mi documento nel suo passato per trovare il difetto. Invece mi sono trovata davanti un uomo straordinario, un insegnate incredibile, una sapienza oserei dire a volte non di questo mondo. Ho cominciato a studiare con lui partendo dall’inizio : “ Sia fatta luce, e luce si fece “.

L’alchimia, la madre da dove tutto è cominciato, dove niente è escluso: si studia tutto. Nulla di incomprensibile, credetemi, io ho fatto solo la terza media. Impegnativo sicuramente, ma entusiasmante! Alchimia è la traduzione di “SOLVET E COAGULA”, che significa dissolvi e ricomponi.

Mi permetto di fare una citazione. Uno tra gli alchimisti più famosi è NICOLAS FLAMEL, al quale è stata accreditata la scoperta della  PIETRA FILOSOFALE, che consisteva nell’aver trovato la formula chimica di trasformare il piombo in oro. Questo perché alla sua morte aveva lasciato un’enorme eredità, e lui era solo un semplice scrivano.

La verità è che trasformare il piombo in oro è la sfida di tutti noi. Veniamo al mondo per evolvere, la vita ha le sue sfide e dobbiamo imparare ad affrontarle nel modo giusto, sapendo chi siamo e come siamo fatti, di cosa disponiamo e soprattutto cosa siamo venuti a fare qui. La vera pietra filosofale è il diamante perfetto che ogni essere deve diventare. Non sono esente da nulla anche sapendo, ma ora conosco la luce che mi appartiene, imparo dalla natura che mi circonda e sono grata di questa opportunità. L’alchimista mi ha donato un mazzo di chiavi e una alla volta ho aperto le porte del mio essere. Siamo un microcosmo nel macrocosmo, come è sopra è sotto…

Allora facciamo luce tutti insieme: niente più buio, perché siamo figli di Dio qualunque nome porti. Immortali e meravigliosi.

Barbara Tinello

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Appello ai giornalisti: siate liberi

L’Articolo 21 della Costituzione Italiana recita:

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure“.

Credo fermamente che la stampa, come intesa nella Costituzione, sia garanzia assoluta di liberta’, in quanto voce imparziale e libera non soggetta alle influenze del potere espresso in qualsivoglia forma che sia politica, economica o finanziaria. La stampa deve essere il Guardiano della Democrazia, il Paladino della Verita’.

Due citazioni interessanti sull’argomento, che mantengo in lingua originale per non sminuirne la forza:

“There is room in this great and growing city for a journal that is not only cheap but bright, not only bright but large, not only large but truly democratic–dedicated to the cause of the people rather than that of the purse potentates–devoted more to the news of the New than the Old World–that will expose all fraud and sham, fight all public evils and abuses–that will sever and battle for the people with earnest sincerity.” [Joseph Pulitzer, May 1883, New York World]

“The basis of our governments being the opinion of the people, the very first object should be to keep that right; and were it left to me to decide whether we should have a government without newspapers or newspapers without a government, I should not hesitate a moment to prefer the latter.” [Thomas Jefferson, Letter to Edward Carrington, 1787]

L’Europa sta attraversando una crisi senza precedenti, causata non da stati accusati di essere poco produttivi o dalla politica di altri accusata di essere inadeguata o spendacciona, e neppure dai cittadini di altri stati, accusati di essere ladri o evasori. Lo scopo di questa lettera aperta non e’ quello di spiegare quali siano le vere cause e i veri fautori di questa crisi e come la politica compromessa e disgustosamente suddita stia silenziosamente spalancando le porte ai suddetti fautori e facilitando le loro azioni, che porteranno ad un vero disastro economico per decine e centinaia di migliaia di famiglie e di risparmiatori. Voi sapete benissimo di cosa sto parlando e se non lo sapete non dovreste essere giornalisti e dovreste cambiare mestiere. Voi sapete benissimo che la politica di risanamento, rigore ed austerity di cui parlano i leaders europei e il nostro Presidente del Consiglio non eletto Mario Monti non portera’ al rilancio dell’economia e neppure all’uscita dalla crisi. Voi sapete benissimo chi sono gli artefici di questa crisi e quali sono i loro piani. Se non sapete queste cose, ripeto, non dovreste fare il mestiere che fate.

Lo scopo di questa lettera e’ quello di lanciare un appello a voi, ultimi Paladini della Verita’ e Guardiani della Democrazia in questo oceano di politici sudditi e venduti che stanno per consegnare la sovranita’ del Popolo Italiano nelle mani di organismi esterni alla nostra democrazia. Siate liberi. Non consentite che cio’ accada.

Antonio Bassi

Philofobia, la paura di amare

Philofobia, la paura di amare

Amare è come specchiarsi nel riflesso di noi stessi attraverso l’altro.

La paura ci rende soli. E la paura d’amare è una prigione di scuse che costruiamo spesso involontariamente. Per difenderci. Prima di essere delusi o dopo aver subito un colpo a fondo.
Un meccanismo di protezione che spesso si rivela essere più dannoso di quello da cui dovrebbe salvare: esteriormente vestiti di gelo e indifferenza, neghiamo, nascondendolo, quel brillìo umano dell’avere bisogno di amare ed essere amati.

Serpeggia fra la gente di ogni età, si nutre del cinismo, della fretta, senza notare i dettagli, le espressioni. Alimenta i pensieri negativi :”L’amore non esiste”.

L’amore viene negato con la paura.

Viky Keller

La malattia gentile

La malattia gentile

di Jacopo Cioni

Il cancro è una malattia gentile, poco invadente, ti comunica la sua presenza con garbo, quasi con lucida incoscienza. Si sistema li accanto a te, spesso tace, è un compagno muto, tanto rispettoso da farti credere che non esista. Solo in alcuni momenti, quando sei spensierato, quando sorridi alla vita, ti fa capire che c’è, che è li con te, che non è andato via.

E allora lucidamente lo accetti, mentendo, cercando di ingannarlo come lui inganna te. In fondo è una buona malattia, ti permette di renderti conto, di prendere coscienza, quando ti illudi troppo ti richiama. Piano piano ti porta ad abbandonare la speranza, ma non con cattiveria: in fondo si prende solo lo spazio che gli serve. Non ti uccide velocemente, non come altre malattie; permette a chi resta di spalmare il dolore nel tempo, ti sottrae l’amore con delicatezza, con mano leggera. In fondo, ti fa capire il “come“, e spesso anche il “quando“.  E’ così generoso da non lasciarti perso nello sconforto puro, ma si prende quel che gli spetta un pezzettino alla volta, in un continuo rincorrersi di piccoli avvertimenti.

In fondo fa solamente il suo lavoro: ti sottrae alla vita con leggera paura e tanta malinconia.

Volevo solo essere amata

Gabry

 Mi chiamo Gabry e, poco più di due anni fa, ho subito una mastectomia a causa di un brutto cancro al seno. Non sono più giovane ma amo la vita ed anche la vita ama me. Questo però l’ho capito soltanto dopo aver passato questa dolorosa esperienza. Sono sempre stata una donna molto attiva. Mi sembrava che lasciarmi andare al dolce far niente potesse in qualche modo sminuire la considerazione che avevo di me e pensavo di poter deludere coloro che da me si aspettavano sempre qualcosa. Ho sbagliato, ora so che ho sbagliato a non dare ascolto ai segnali che inutilmente il mio corpo mi inviava. Io dovevo essere forte, quella donna forte che aveva superato tante difficoltà ed era uscita a testa alta da situazioni difficili, ma così facendo non davo ascoltato a quella piccola donna fragile che ancora, dentro di me, insisteva a mandarmi segnali, che voleva essere presa in considerazione per se stessa e non per quello che dava, che voleva essere amata per le sue intrinseche qualità e non per la continua disponibilità che dava a chiunque chiedesse il suo aiuto. Io pensavo che, se non avessi fatto quello che gli altri si aspettavano da me, non sarei stata amata. Pensavo di non valere abbastanza per essere amata, mentre io volevo disperatamente essere amata.

 Non sono mai stata abbastanza carina da essere amata per le mie doti fisiche, però sapevo di essere simpatica, dolce ed anche determinata, gioiosa, ottimista e generosa. Ho coltivato le doti che sapevo di avere, ho approfondito passioni culturali che mi hanno permesso di poter parlare con chiunque senza fare figuracce, ma anche di saper tacere quando non avevo nulla da dire. Ho coltivato la spiritualità, ho trovato la strada giusta per amare Dio, ma non mi sono mai amata abbastanza e per questo ho capito di non aver mai amato abbastanza neanche Dio. Però ho sempre avuto fede, e questa mi ha aiutato molto nel momento più difficile, quello che si è presentato con quella malattia che tanta paura fa a tutti.

 Io adesso ringrazio quella malattia. La ringrazio per avermi fatto scoprire che, a differenza di quel che pensavo, avevo molto amore intorno a me. Solo, non l’avevo mai percepito. Nel momento del dolore ho sentito tanto calore umano, tanta amicizia, tanta solidarietà. Ringrazio quella malattia che mi ha fatto sentire così vicino l’amore di Dio, tanto da percepirlo fisicamente, quella malattia che mi ha fatto capire i miei limiti, che mi ha insegnato che io devo amarmi se voglio essere amata e che mi ha permesso di diventare anche più tollerante e comprensiva verso gli altri. Posso dare questo consiglio a tutti coloro che vogliono recepirlo: non abusate mai di voi stessi, ascoltate il vostro corpo e date più spazio al vostro cuore.

 Con amore. Gabry.